29 febbraio - DON PASCA' FA ACQUA 'A PIPPA

29 febbraio - DON PASCA' FA ACQUA 'A PIPPA - POLITEAMA Napoli

Sabato 29 febbraio 2020 alle ore 21:00

DON PASCA' FA ACQUA 'A PIPPA

Commedia in due atti di Gaetano di Maio, con libero adattamento e regia di Renato Pascale. 

La commedia è ambientata in un basso di Napoli e ha come protagonista una famiglia che lotta ogni giorno per sbarcare il lunario. Una lettera dall'America sconvolge la misera routine dei coniugi Speranza e della loro figlia Angelina, aprendo la concreta possibilità a una ricchezza immediata.

Fra padrone di casa, esattore e vari creditori, la vita della famiglia prosegue con grande difficoltà. Solo un miracolo riuscirebbe a cambiare il loro destino. L'improvviso arrivo dello zio dall'America alimenta la speranza in un repentino e felice cambiamento. Ma i sospirati dollari si faranno attendere, creando grande suspense. A colorire la scena contribuiranno vari personaggi con innumerevoli colpi di scena e vivaci equivoci a ripetizione, desteranno grande simpatia e divertimento nel pubblico.

Protagonisti: Don Ciccillo (Michele Aquino), Donna Concetta (Veronica Amaniera), Angelina (Lina De Vito), Maria (Antonietta Manna), Antonietta (Rosa Mariniello), Don Gennarino (Emilio Bisbiglio), Vittorio (Angelo Guadagno), Raffilina (Rossella Vorraro), Annuccia (Grazia Zepino), Armanduccio (Luigi Nappo), Cesarino (Luigi Scarfato), Miss Rosy (Marina Giugliano), Don Nicola (Sabatino Parisi), Donna Nannì (Antonella Maraolo), Donna Gertrude (Rosaria Ammaturo), Suggeritrici (Anna Grazia Giugliano, Michela Ammaturo).

 

Prezzo unico: 10,00 euro

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6 marzo 2020 - ANGELO BRANDUARDI

6 marzo 2020 - ANGELO BRANDUARDI - POLITEAMA Napoli

Angelo Branduardi in concerto

Hits Tour

 Venerdì 6 marzo 2020 alle ore 21:00

 

Angelo Branduardi torna sulle scene con una scaletta di tutti i brani più amati del suo repertorio. Il menestrello torna dal vivo dopo un 2019 di continui sold out sia in Italia che all’estero, e anche nel 2020 porterà la sua musica evocativa al pubblico di mezza Europa.

La versatilità musicale di Angelo Branduardi permette al musicista di passare con grande facilità dall’esecuzione del repertorio di musica del passato alla classica formazione folk-rock, con basso e batteria. L'artista riporta così sul palco quel mondo musicale e creativo che, attingendo dalle leggende popolari e ai suoni del passato, lo ha reso unico sulla scena musicale italiana e internazionale.

Da “Si può fare” a “Confessioni di un malandrino”, da “La pulce d’acqua” all’immortale “Alla Fiera dell’Est”, uno spettacolo per ridare vita a tutti i grandi successi che hanno arricchito gli ultimi 40 anni di musica italiana.

Il 12 febbraio 2020 Angelo Branduardi compirà 70 anni, nel 2019 ha già festeggiato 45 anni di carriera. Venerdì 6 marzo sarà in concerto al Teatro Politeama di Napoli.

 

Prezzi:

Poltrona di platea euro 57,50

Palco I livello euro 46,00

Palco II livello euro 40,00

Palco III livello euro 32,00

 

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21 marzo 2020 - SORRY, BOYS

21 marzo 2020 - SORRY, BOYS - POLITEAMA Napoli

Sabato 21 marzo 2020 ore 21:00

SORRY, BOYS

DIALOGHI SU UN PATTO SEGRETO PER 12 TESTE MOZZE

di e con Marta Cuscunà

Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti a Gloucester, Massachusetts

 

Di e con: Marta Cuscunà

Progettazione e realizzazione teste mozze: Paola Villani

Assistenza alla regia: Marco Rogante

Disegno luci: Claudio "Poldo" Parrino

Disegno del suono: Alessandro Sdrigotti

Animazioni grafiche: Andrea Pizzalis

Costume di scena: Andrea Ravieli

 

LA STORIA

È iniziata come un pettegolezzo che serpeggiava tra i corridoi della scuola superiore di Gloucester. C’erano 18 ragazze incinte - un numero 4 volte sopra la media - e non per tutte sembrava essere stato un incidente. La storia, poi, è rimbalzata in città: alcune delle ragazze avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile. Quando il preside della scuola ne parla su un quotidiano nazionale, scoppia una vera e propria tempesta mediatica e la vita privata delle 18 ragazze diventa uno scandalo che imbarazza tutta la comunità di Gloucester. Giornalisti da ogni dove, dall'Australia alla Gran Bretagna, dal Brasile al Giappone, invadono la cittadina nel tentativo di trovare una spiegazione per un patto così sconvolgente. Ma rimangono a mani vuote perché l'intera comunità, turbata dal fatto che la vita sessuale delle proprie figlie fosse diventata il pettegolezzo dei talk show di mezzo mondo, si chiude nel silenzio più assoluto. The Gloucester 18 è un documentario in cui si dà voce ad alcune di quelle ragazze, lontano dai riflettori dello scandalo. E una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo e una nuova famiglia tutta sua, dopo aver assistito a un terribile femminicidio. Questa scoperta è stata per me come un campanello d'allarme.

LE FONTI

Ho continuato a cercare notizie su Gloucester per capire in che contesto sociale aveva potuto mettere radici l'idea di un patto così sconvolgente. Così ho trovato un altro documentario, Breaking our silence, in cui il capo della polizia di Gloucester rivela come non passasse letteralmente giorno senza che il suo dipartimento ricevesse una segnalazione di violenza maschile in famiglia. I dati che fornisce sono impressionanti: 380 chiamate per violenza domestica in un anno (più di una al giorno) e 179 arresti. In una cittadina di 30.000 abitanti. Ma quello che è davvero interessante è che il documentario racconta di come questa situazione avesse spinto 500 uomini a organizzare una marcia nelle strade della cittadina per sensibilizzare la comunità al problema. Uomini contro la violenza, così si sono autodefiniti. Nelle interviste, molti di loro dicono di aver sentito il bisogno di mobilitarsi in prima persona, consapevoli del fatto che la violenza maschile è un problema delle donne (che inevitabilmente la subiscono) ma che soltanto gli uomini possono veramente risolverlo, cambiando la cultura maschile dominante che continua a causare queste tragedie. L’idea che sta alla base di "Sorry, boys" è che a Gloucester, la contestualità tra il patto delle 18 ragazze e la marcia degli uomini, non siano stati solo una coincidenza e che tutto ciò abbia a che con il modello di mascolinità che la società impone agli uomini.

TESTE MOZZE

Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Appese. Da una parte gli adulti. I genitori, il preside, l'infermiera della scuola. Dall'altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. Potranno sforzarsi di capire le ragioni di un patto di maternità tra adolescenti, ma resteranno sempre con le spalle al muro. Come le teste della serie fotografica We are beautiful, che il fotografo ventisettenne Antoine Barbot ha realizzato nel 2012 durante il suo internship presso lo studio di Erwin Olaf; e che sono state l'ispirazione da cui partire per progettare e costruire le macchine sceniche di Sorry, boys.

 

Prezzi:

Platea e palco 1° livello: 20,00 euro

Palco 2° e 3° livello: 15,00 euro 

- Solo al botteghino - Promozione per CRAL e abbonati teatro Augusteo: 15,00 euro (Posto in platea e/o palco 1° livello)

 

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18 aprile 2020 - INSTRUMENT JAM

18 aprile 2020 - INSTRUMENT JAM - POLITEAMA Napoli

Sabato 18 aprile 2020 ore 21:00


INSTRUMENT JAM

COREOGRAFIA E REGIA ROBERTO ZAPPALA’

 

musica originale (live) Puccio Castrogiovanni

danzatori Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Adriano Popolo Rubbio, Roberto Provenzano, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania

ai marranzani (scacciapensieri) Puccio Castrogiovanni

tamburi Arnaldo Vacca

hang Salvo Farruggio

testi di Nello Calabrò

luci, scene e costumi Roberto Zappalà

 

Instrument Jam è lo spettacolo che va ad aggregare tutti gli strumenti del progetto Instruments di Roberto Zappalà, che è stato sviluppato dal coreografo nell'arco di più anni in tre tappe consecutive, dedicate a tre diversi strumenti: il marranzano (o scacciapensieri - per Instrument 1 (scoprirel'invisibile), l'hang - per Instrument 2 (la sofferenza del corpo), i tamburi - per Instrument 3 (cage sculpture). Un desiderio che Roberto Zappalà aveva sin dall’inizio del progetto ma che si concretizza adesso alla soglia delle 100 rappresentazioni di Instrument 1, lo spettacolo della compagnia che ha maggiormente circuitato nel mondo e che compie 10 anni dalla creazione. Ed è proprio sull'impianto coreografico di Instrument 1 che si sviluppa Instrument Jam. In questo caso il virtuoso di marranzani Puccio Castrogiovanni viene affiancato da altri due straordinari musicisti, Arnaldo Vacca ai tamburi e Salvo Farruggio all’hang. La partitura di Instrument 1 viene così articolata su più voci per la scoperta di ritmi e sonorità innovativi e di grande impatto. Amplificare e arricchire la strumentazione della partitura musicale della creazione non può che influire sulla partitura coreografica, che pur non discostandosi sostanzialmente da quella originale si arricchisce e si “amplifica” a sua volta. Gli echi musicali dei nuovi strumenti si riverberano sulla danza creando nuove suggestioni e risonanze; echi che sviluppano e producono altri echi. In scena insieme ai musicisti i sette danzatori della Compagnia Zappalà Danza, tutti uomini, che interpretano con vigore e arroganza una Sicilia senza confini, dove la tradizione e il moderno si incontrano, si incrociano, si fondono. Con Instrument I Roberto Zappalà ha anche avviato re - mapping sicily, un percorso intrapreso dal coreografo al fine di rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico.

Ogni viaggio degno di questo nome è legato ad una mappa; che si segua prima della partenza o che si disegni al ritorno, la mappa è sempre un viaggio. Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove. Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione se il territorio in questione è la Sicilia, perché, Bufalino docet, la Sicilia non esiste, ci sono cento Sicilie e ognuna avrebbe bisogno di altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico, di tre di questi, due tipici della tradizione siciliana, il marranzano e il tamburo a cornice, e un terzo esterno a questa tradizione e anche moderno essendo stato inventato nel 2000, l’hang, per farne appunto strumenti d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e oscura. Ogni strumento è anche una protesi, e le protesi marranzano, tamburo, hang, servono a pescare nel “mare” Sicilia e a trovare interpretazioni, narrazioni, pensieri. Un altro nome popolare di uno di questi strumenti, il marranzano è scacciapensieri, contrariamente alla danza dello spettacolo che ha l’ambizione alta, com’è giusto che sia, non di scacciarli, ma di farli venire.

 

Prezzi:

 

Platea e palco 1° livello: 20,00 euro

 

Palco 2° e 3° livello: 15,00 euro 

 

- Solo al botteghino - Promozione per CRAL e abbonati teatro Augusteo: 15,00 euro (Posto in platea e/o palco 1° livello)

 

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