8 e 9 giugno - ZINC (ZN)

8 e 9 giugno - ZINC (ZN) - POLITEAMA Napoli

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

SEZIONE INTERNAZIONALE

 

ZINC

di Eimuntas Nekrosius
 
8 giugno 2019 ore 21:00
9 giugno 2019 ore 19:00

 

 Lo spettacolo sarà preceduto il 7 giugno ore 20.30 dalla proiezione del documentario Eimuntas Nekrosius: Pushing the Horizon Furtherpresso il Teatro Politeama. Il lungometraggio è il ritratto della personalità umana del leggendario regista lituano ed è basato sulle prove dello spettacolo Boris Godunov da Alexander Pushkin, performance diretta da Nekrosius nel 2015 al Lithuanian National Drama Theatre, presentata come se si trattasse di un’intervista con l’artista nel suo ruolo di direttore artistico del Teatro Olimpico di Vicenza (Italia, 2013). L’evento è gratuito fino a esaurimento posti. 

 

Zinc (zn) ha debuttato a Vilnius allo State Youth Teatras nel novembre del 2017, il teatro dove 26 anni prima il grande regista lituano Eimuntas Nekrosius, scomparso recentemente, aveva dato avvio alla sua carriera. Il lavoro, ispirato ai romanzi premio Nobel per la letteratura nel 2015, Svetlana Aleksievič, traccia la storia degli ultimi decenni del ‘900 attraverso il racconto della guerra che l’URSS ha combattuto in Afghanistan e l’esplosione dei reattori a Černobyl’. Nekrosius offre ancora una volta uno sguardo del presente attraverso il passato, cercando di fotografare un’epoca: protagonista dello spettacolo è la stessa scrittrice (interpretata da Aldona Bendoriūtė), che si muove attraverso il tempo e lo spazio scrivendo un diario di viaggio. Le casse di zinco, che trasportano le vittime dall’Afghanistan alle loro case, segnano la fine di un’era. L’elemento chimico necessario per la vita umana, diventa così simbolo della morte durante la guerra. L’inizio e la fine convergono nel simbolo Zn.
Zinc (zn) è uno degli ultimi spettacoli realizzati da Nekrosius in Lituania.

 

14 giugno NIGHT (Layl)

14 giugno NIGHT (Layl) - POLITEAMA Napoli

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

SEZIONE DANZA

 

NIGHT (Layl)

coreografia e regia Ali Chahrour
 
14 giugno 2019 ore 21:00

 

Dopo aver partecipato al Festival 2018 con May he rise and smell the fragrance, Ali Charour torna a Napoli con un nuovo lavoro.

 

Lo spettacolo rimanda alle storie, incise nella memoria culturale del Levante e della Mesopotamia, di amanti che hanno sfidato i sistemi sociali e religiosi, i cui corpi sono stati puniti e condannati a soffrire la separazione e a vivere nella speranza vana di ritrovarsi. Storie che hanno trasgredito i confini di religione, razza e genere, e cercano di mettere in discussione le idee di passione e intimità del sentimento nel contesto di crescente odio delle società moderne.

 

Night (Layl) è il primo spettacolo di una nuova trilogia firmata da Ali Chahrour, che segue l’ultima composta da Fatima, Leila’s Death e May He Rise. Protagoniste storie, leggende e poesie liriche (ghazal) che racchiudono tra le loro pieghe complessità politiche, religiose e sociali. Night le ripropone attraverso il movimento e la danza. Fonte di ispirazione della coreografia è “Masare ‘Al Ishshaq” (Deaths of Lovers, pubblicato per la prima volta nel 1907 AD / 1325 AH), un libro nel quale lo scrittore Abi Mohamed Jaafar Ben Ahmad Bin Hussein Al-Seraj Al-Qaree (noto come Al-Seraj Al-Qaree) ha raccolto tutte le storie di amanti consumati dalla passione e morti per amore.

 

20 e 21 giugno - ANGELS IN AMERICA

20 e 21 giugno - ANGELS IN AMERICA - POLITEAMA Napoli

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

SEZIONE ITALIANO

 

ANGELS IN AMERICA

Si avvicina il millennio e Perestroika
regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
 
20 giugno alle 16:00 Si avvicina il millennio, alle 21:00 Perestroika
21 giugno alle 15:30 Si avvicina il millennio, alle 20:30 Perestroika

 

The Teatro dell’Elfo has decided to stage the script that in the history of Broadway has received the most nominations for the Tony Awards: Angels in America by Tony Kushner. The show, co-directed by Bruni and De Capitani, is a staging of the multi-awarded bestseller delving deep into the contradictions of America at the end of the millennium: an unsettling portrait of New York in the Eighties, so feverish and omnivorous, offering the ideal setting for the discrepancies of an era that casts its shadows to this very day, from the time it was led by Reagan to the America ruled by Trump.

28, 29 e 30 giugno - KANATA EPISODE 1 LA CONTROVERSE

28, 29 e 30 giugno - KANATA EPISODE 1 LA CONTROVERSE - POLITEAMA Napoli

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

SEZIONE INTERNAZIONALE

 

KANATA - EPISODE 1 - LA CONTROVERSE

regia Robert Lepage

 
28 giugno 2019 ore 20:00
29 giugno 2019 ore 18:00
30 giugno 2019 ore 20:00

 

È la prima volta, in cinquantaquattro anni di storia, che Ariane Mnouchkine affida la compagnia del Théâtre du Soleil a un regista esterno, Robert Lepage, artista canadese più volte apprezzato al NTFI. La pièce immaginata dal regista unisce frammenti di una vasta epopea che ripercorre duecento anni della storia del suo paese – “kanata” è la parola irochese che significa “villaggio, paese” e che ha dato origine al termine Canada – e sancisce l’incontro, attraverso gli attori, tra due registi convinti che l’artista può essere testimone del proprio tempo.
«È stato l’incontro con Ariane — racconta Robert Lepage — che mi ha spinto ad approfondire il tema delle presenze di indigeni in Canada. L’idea è nata naturalmente perché è vero che da diverso tempo avevo voglia di trattare questo argomento, ma ero in attesa dell’occasione giusta. Si tratta di un tema che nasconde tantissimi preconcetti – e non parlo solo dello sguardo francese sulla cosa, ma più in generale europeo: esiste una sorta di illusione secondo cui dato che noi canadesi viviamo accanto alle comunità indigene dobbiamo per forza conoscere intimamente la loro storia e i loro problemi attuali. Ma non è affatto così! L’intenzione è stata quella di unire le nostre due compagnie e di realizzare questo spettacolo […]».
Nel luglio 2018, a pochi giorni dalla prima di Kanata, le prove dello spettacolo vengono interrotte a causa della protesta di intellettuali autoctoni, che accusano il regista di non aver coinvolto in scena artisti della comunità indigena . Lo spettacolo, recitato dagli attori del Théâtre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkin – perfomer provenienti da ogni angolo della terra che si sono avvicinati agli indigeni attingendo alle loro esperienze di vita ha finalmente debuttato nel dicembre 2018 al Cartoucherie. Il titolo aggiornato contempla la polemica intorno alla produzione: un commento meta-teatrale da parte di Lepage sul ruolo degli artsiti nells società contemporanea.

3 luglio - CONTES IMMORAUX PARTE 1: MAISON ME'RE

3 luglio - CONTES IMMORAUX PARTE 1: MAISON ME'RE - POLITEAMA Napoli

NAPOLI TEATRO FESTIVAL

SEZIONE INTERNAZIONALE

 

CONTES IMMORAUX PARTE 1: MAISON ME'RE

scrittura e drammaturgia di Phia Menard e Jean-Luc Beaujault

3 luglio 2019 ore 21:30

 

Dopo la formazione in giocoleria con Jérôme Thomas, Phia Ménard fonda la compagnia Non Nova nel 1998. I suoi spettacoli affrontano questioni sociali che le stanno a cuore e per le quali si impegna apertamente: l’identità, il genere, la difesa dei diritti dell’uomo. Le sue esplorazioni artistiche si concentrano sulla materia, sul modo in cui si può plasmare e trasformare, sulle emozioni che ciò produce sul nostro corpo e sul nostro spirito: il ghiaccio (P.P.P.), l’aria (L’après-midi d’un foehn, VORTEX), l’acqua il vapore (Belle d’Hier créé nel 2015 a Montpellier Danse). Nella sua nuova performance, commissionata da Documenta 14 di Kassel, ha risposto al tema proposto dalla manifestazione: Imparare da Atene/Per un parlamento del corpo. Ispirandosi alla casa di Atena, il Partenone, che proteggeva il tesoro della città, immagina una casa di protezione per l’Europa. In questa prima parte di Contes Immoraux, Maison mère, (Racconti Immorali, Casa madre) Phia Ménard costruisce un “villaggio Marshall” a dimensioni reali, in cartone.
Perché un “villaggio Marshall”? Il nonno paterno di Phia Ménard fu una delle numerose vittime del bombardamento che devastò la città di Nantes nel settembre 1943. Affinché gli Alleati potessero impegnare le loro truppe sul suolo europeo, la strategia del bombardamento a tappeto fu, per tutta l’Europa occidentale, un dramma umano senza precedenti. Intere città furono distrutte seppellendo i loro abitanti. Una volta adulta, Phia Ménard ha capito che quando la sua famiglia si recava al cimitero, non era per andare a onorare la tomba del nonno, bensì una fossa comune. Ha così fatto i conti con l’infamia della guerra e l’assurdità del famoso piano Marshall: organizzare una distruzione e gestire la ricostruzione seguendo modelli di case prefabbricate e riscritture di piani di sviluppo urbano. È così che, in questa performance, Phia Ménard costruisce da sola sulla scena un Partenone di cartone. Stende, disegna, taglia, assembla, monta. Tutto sembra perfetto se non fosse per una nuvola che oscura la scena…