VII RASSEGNA "LA SCUOLA IN PALCOSCENICO"

VII RASSEGNA "LA SCUOLA IN PALCOSCENICO" - POLITEAMA

Al Teatro Politeama "La scuola in palcoscenico" la IV rassegna del Teatro Augusteo, che vede in ogni data una scuola a cui viene offerto un giorno gratuitamente per prove, allestimento e spettacolo.

TEATRO AUGUSTEO 

CALENDARIO VII RASSEGNA

“LA SCUOLA IN PALCOSCENICO”

 

 

 

26 maggio Liceo classico Sannazaro teatro classico  ORE 19,30
27 maggio Scuola media Bordiga      ORE 18,30
28 maggio Liceo classico Pansini    ORE 20,00
 18 giugno Istituto omnicomprensivo   ORE
19 giugno Liceo classico Sannazaro teatro contemporaneo  ORE 19,30
   

DE PRETORE VINCENZO della Compagnia Luna Nova di Napoli

DE PRETORE VINCENZO della Compagnia Luna Nova di Napoli - POLITEAMA

La Compagnia Luna Nova di Napoli ha vinto il premio della IV Rassegna amatoriale, e offrirà agli abbonati del Teatro Augusteo 2013-2014 lo spettacolo "De Pretore Vincenzo" di Eduardo De Filippo, che si terrà venerdì 3 ottobre alle ore 21,00, sabato 4 ottobre alle ore 18,00 e domenica 5 ottobre alle ore 18,00 al Teatro Augusteo.

Sono anche in vendita posti per i non abbonati. PREZZI: Poltrona 12,00, Poltroncina 8,00

V RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE-PREMIAZIONE

V RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE-PREMIAZIONE - POLITEAMA

LO SPETTACOLO "MAMMA MIA!" SARA' OFFERTO AGLI ABBONATI DEL TEATRO AUGUSTEO DELLA STAGIONE 2014-2015

Si è conclusa con una bella serata di premiazione

la V Rassegna di Teatro Amatoriale

Hanno ricevuto la coppa:

1premio per la prosa alla compagnia Acquerello napoletano, per "La cena dei cretini"

1 premio per il musical alla compagnia Pasando por aqui, per "Mamma mia!"

1 premio per il vernacolo alla compagnia Scacco matto, per "Napule, nu' pensiero"

Premi speciali della giuria:

" attrice del futuro" alla piccola Francesca Pia Pinto per la sua interpretazione in "Anna dei miracoli"

"attore" a Carlo Torre per la poliedrica performance in "Napule, nu' pensiero"

"premio speciale giuria" alla Compagnia Le macchine desideranti per un lavoro colto e sensibile in "Venivamo tutte per mare"

 

 

da leggere su XXI SECOLO ON LINE:

Marco Calafiore

30 aprile 2014

Al teatro Politeama la rassegna di teatro amatoriale

E’ giunta alla V edizione la rassegna di teatro amatoriale organizzata dal teatro Augusteo. La curatrice della rassegna, Albachiara Caccavale, coadiuvata dalla prof. Adriana Ricci, autrice di un testo di laboratorio teatrale nelle scuole, ha realizzato per il 5° anno consecutivo una manifestazione artistica di gran valore umano e professionale, nella quale ben 15 compagnie teatrali reciteranno le loro opere, tra inediti e rivisitazioni, al teatro Politeama di Napoli.

La prima a esordire sulle tavole dello storico teatro di Via Monte di Dio è stata la compagnia teatrale “Incontri” che ha presentato in data 29 aprile “Filumena Marturano”, famosissima commedia in 3 atti di Eduardo De Filippo. Nel ruolo della protagonista, Ramona Di Martino, già premiata Fitalia 2013 a Lecco, come migliore attrice protagonista, per lo stesso ruolo.

 

8 maggio 2014

Prosegue il cammino della rassegna di teatro amatoriale organizzata dal teatro Augusteo, manifestazione che si svolge interamente al teatro Politeama di Napoli. In data 04 maggio l’appuntamento è stato onorato con la messa in scena della “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” dalla compagnia teatrale “La Bazzarra” del direttore artistico Gigi Di Luca, regista teatrale, autore che ha iniziato la sua carriera artistica come musicista e compositore. Già collaboratore della RAI per diverse regie, attualmente cura diversi laboratori e spettacoli teatrali con le scuole, realizzando lavori anche con i ragazzi diversamente abili dell’Istituto “Don Orione” di Ercolano.

L’opera presentata in rassegna il 4 maggio al teatro Politeama, la “cantata per la festa dei bambini morti di mafia” è un riadattamento dello straordinario testo di Luciano Violante, scritto nel 1994 per ricordare le tantissime vittime delle mafie. Il punto di vista de ”La Cantata“ è quello delle vittime della malavita organizzata, che da un loro ‘aldilà’ osservano le vicende terrene avvelenate dal crimine, dalla complicità, dall’omertà e dall’inerzia morale.

Gigi Di Luca e i suoi talentuosi ragazzi mettono in scena un testo ‘difficile’ con naturalezza. Parole, musica e movimenti rendono una coralità e una completezza difficilmente riscontrabili in opere recitate da compagnie amatoriali. A Gigi Di Luca abbiamo rivolto le nostre domande, soprattutto sulla scenografia, realizzata con giochi di luce, teli bianchi e maschere riposte sulla nuca degli attori, a rappresentare la morte; e riposizionate dunque sul viso per rappresentare la vita: «Sì, sono immagini visive create intorno al movimento, ai colori. Il testo originale è stato riadattato, attualizzato (Il riferimento è alla strage di Castelvolturno – ndr). La vita contro la morte, energia positiva in contrasto con il male, che è tutto terreno; e un gioco molto popolare, quello del calcio, che coinvolge i ragazzi nell’aldilà in una partita di pallone dove il goal è un atto liberatorio. Ho realizzato l’adattamento in modo tale che non fosse la morte a essere raccontata, ma la vita e il desiderio di viverla intensamente. Perché, come si vede nella rappresentazione, la vita scorre, ma lo spettacolo poi finisce, e usciti dal teatro tocca a noi non far ritornare il male».

 

19 maggio 2014

Il regista Antonino Laudicina ha avuto coraggio nel mettere in scena, con la sua compagnia teatrale, un’opera drammatica come “Anna dei miracoli”; riadattamento teatrale della nota opera televisiva, presentata durante la rassegna di teatro amatoriale organizzata dal teatro Augusteo di Napoli, ma svoltasi per l’intero programma sul palco dello storico teatro Politeama. Un coraggio che ha suscitato profonda emozione negli spettatori, e che ci ha incuriositi. Antonino Laudicina ci ha raggiunto in redazione per un’intervista.

Antonino Laudicina, le hanno mai detto che somiglia a Eduardo De Filippo?

«Sì, me l’hanno detto. Per questo in più di 30 anni di questo mestiere di attore e regista non ho mai voluto interpretare commedie di Eduardo, proprio per non incappare in errori o per non scadere, per non sentirmi dire: ”Toh, un imitatore di Eduardo”. In ogni caso spero di somigliargli non nei tratti, ma nei toni della voce, perchè soprattutto quando sono stanco mi si spezza un po’ la voce, e quindi forse, chissà, lo ricordo, dicendo della cose un po’ eduardiane. Non me ne voglia mio padre, ma chissà, forse mia madre si sarà fatta una scappatella con il grande Eduardo (Ride – ndr)»

Come è nata l’idea di portare in scena Anna dei Miracoli?

«L’idea è saltata fuori nel momento stesso in cui ho visto la bambina (Francesca Pia Pinto - ndr) perché, anche se aveva allora solo 7 anni, aveva già una professionalità interiore. A volte si vedono a teatro personaggi che non hanno professionalità, nonostante l’età adulta, ma questa bambina ha dimostrato un grande impegno e una grande professionalità nel seguirmi, nell’ascoltarmi, nelle prove, nel mettere il suo essere bambina un attimo da parte. Quando l’ho vista mi sono detto: “Lei è nata per fare Anna dei Miracoli”; così essenzialmente è nata l’idea. Ho praticamente creato lo spettacolo intorno a lei.»

Però avete comunque provato poco, vero?

«Sì, le prove per questa rassegna teatrale sono state poche, anche perché non c’era l’opportunità di avere il teatro sempre a disposizione, montato a regola d’arte. Parlo ovviamente di luci, spazi, scene, scenografia e zone adeguate alle prove che differiscono da teatro a teatro, ma anche da palco a palco»

Qual è stata la difficoltà più grande incontrata nella messa in scena di Anna dei Miracoli?

«In questa rassegna proprio la scomodità delle prove. Soprattutto per questo tipo di spettacolo che gioca tutto sulle tensioni degli attori, sarebbe stato deleterio fare le prove gli stessi giorni o a poche ore dalla rappresentazione. Per esempio, nella rassegna mi sono accorto dopo che le luci non mi piacevano; le accensioni e gli spegnimenti, come anche l’intensità delle luci, andava provata prima, durante il movimento sincronico degli attori, con le posizioni; infatti ci sono state delle zone d’ombra che chiaramente per me vengono identificate come delle note negative dello spettacolo»

Per quanto riguarda le note positive, anche la ragazza che interpreta Anna è stata molto brava. Secondo lei è piaciuta al pubblico?

«Sì, si è creata una grande empatia tra gli attori, ma soprattutto tra Francesca, la bambina che interpreta Helen, e la ragazza (La bravissima Fiorella Cangiano – ndr) che interpreta Anna. Ci tenevo molto che tra di loro si creasse questa bella atmosfera e mi sono impegnato per questo, non solo sotto il profilo strettamente teatrale, ma le ragazze hanno legato anche proprio tra di loro; è una chimica. Al riguardo ho deciso di puntare tutto sugli opposti. Per farle legare tra loro le attrici dovevano creare un feeling, un contatto, un punto d’incontro con il personaggio. Quindi proprio due estremi opposti e questa dissonanza ha dato vita poi al feeling che si è creato e che ha avvertito secondo me anche il pubblico»

Non crede che grande importanza l’abbiano avuta anche i costumi?

«Sì, sicuramente i costumi sono stati fatti molto bene e hanno rappresentato un punto forte dello spettacolo assieme alle luci che hanno aiutato il pubblico a calarsi nell’atmosfera, per entrare subito nell’epoca, quasi più efficaci della scenografia»

La cosa più bella di questo spettacolo?

«Sicuramente la compagnia. C’è stato un grosso lavoro di squadra. Ringrazio tutti proprio per l’impegno, i sacrifici, la professionalità e la serietà che tutti hanno dimostrato in questo lavoro. E spero che la compagnia, la mia compagnia, sia sempre composta da persone serie, che non facciano pettegolezzi o causino chiacchiericcio. Per me è molto importante mantenere l’equilibrio, quella serietà che ti permette di lavorare bene. Preferisco assorbire io tanti problemi, ma l’importante è che nella compagnia si respiri un’aria piacevole. E’ questo secondo me l’humus su cui si basa il teatro; è la mia cifra stilistica, anche nel comico.»

Porterete in altri teatri Anna dei Miracoli?

«La nostra è una compagnia amatoriale; già l’abbiamo portata in giro per teatri 3 volte; in realtà questo tipo di spettacolo spesso viene visto dal pubblico come una rappresentazione un po’ triste e purtroppo ultimamente sembra che ogni cosa debba far ridere per riscuotere un successo. Quindi se non fa ridere non fa successo e non merita. Nella vita però non c’è solo il sorriso. E’ chiaro che le risate servono per dissipare le tante negatività della vita. Ma io trovo che talvolta anche nel drammatico ci siano spunti di riflessione: proprio il drammatico infatti tocca delle corde personali e ci scuote un po’ da questa situazione, da questa sfera che ognuno di noi si costruisce intorno e che non ci lascia interagire con gli altri. Quasi ci dimentichiamo della nostra umanità. Io ho goduto nel sentire e nel vedere il pubblico che a un certo punto della rappresentazione era completamente rapito. C’era un silenzio profondo in sala, oppure qualche colpo di tosse che celava emozione. Persone mi hanno detto: ”Ho pianto”; è bello non perché hanno pianto, ma proprio perché così riusciamo a capire che il grande lavoro che c’è stato ha avuto un risultato. Quello che ho cercato di ottenere infatti con questa rassegna è il movimento delle emozioni»

Francesca ‘dei miracoli’, un talento di 9 anni sul palco del Politeama

Per la rassegna di teatro amatoriale organizzata dal teatro Augusteo, in svolgimento al Teatro Politeama di Napoli, in data 12 maggio ha calcato le scene la “Compagnia di Antonino” del regista Antonino Laudicina, con una rappresentazione drammatica in due atti, riadattamento della celebre opera televisiva “Anna dei Miracoli” di William Gibson, ma ispirato a una storia vera: la piccola Helen, sorda e cieca dalla nascita, viene affidata ad Anna (Interpretata dall’ottima Fiorella Cangiano – ndr), insegnante alle prime armi, segnata da un’infanzia difficile e anche lei con problemi alla vista, ma molto determinata. Il suo metodo d’insegnamento, la sua tenacia, consentiranno alla piccola Helen di parlare.

 Francesca e Daniela

Nel ruolo della piccola Helen una vera sorpresa: Francesca Pia Pinto, di soli 9 anni, ma con una maturità artistica impressionante. «Francesca, racconta la madre Daniela, porta i due nomi di Padre Pio, quindi Francesco e Pio, perché a causa di un intervento chirurgico molto importante non potevo avere figli. Ma dopo un pellegrinaggio da Padre Pio rimasi incinta di Francesca. Il mio medico alzò le mani davanti a un quadro di San Giuseppe Moscati, esclamando: ”La scienza a volte non ha spiegazioni”». In presenza dei genitori abbiamo rivolto alcune domande alla talentuosa Francesca ‘dei miracoli’.

Lei interpreta la parte di Helen. Quante volte ha visto il film?

«Ho visto il film 5 volte, anche se il mio regista mi ha consigliato che non dovevo essere proprio uguale al mio personaggio, ma dovevo rendere tutta ‘mia’ la parte. Lo spettacolo teatrale differisce dal film; non è molto facile interpretare una bambina sorda, muta e che ha delle difficoltà. Per esempio: per ricevere un abbraccio, Helen non poteva alzarsi e abbracciare; allora io semplicemente immaginavo di abbracciare, pensavo al gesto, così magari esprimevo agli spettatori quello che stava accadendo, con il pensiero e le mie emozioni. Lo spettacolo tratta un argomento molto importante»

A scuola ha qualche compagno che incarna questa difficoltà?

«No. E’ nato tutto da uno studio, da un sentimento personale e dall’emozione che ho provato quando mi sono imbattuta nel personaggio. E dai consigli del mio regista»

Nell’interpretazione era molto naturale e spontanea. Si è mai resa conto di essere davanti a una platea molto numerosa?

«Sì, ero consapevole di essere su un palco. Con emozione cerco sempre di entrare nel personaggio altrimenti si corre il rischio che davanti al pubblico ci si perda e si entri in panico. Io penso sempre, anche mentre sono a teatro, di fare semplicemente delle prove, però siccome ci sono tanti spettatori devo impegnarmi a dare quell’emozione in più, così da rendere tutto più bello»

Avete provato molto?

«In realtà abbiamo provato pochissimo. Nell’arco temporale di due settimane provavamo tre volte a settimana. Anche perché dal punto di vista mnemonico non avevo battute da imparare a memoria, ma il mio personaggio era costruito solo sui movimenti»

Sappiamo che lei danza. E’ servita la sua esperienza nella danza classica per questo lavoro teatrale?

«Sì, perché di solito poi devo recitare alcune scene con la musica in sottofondo ed è importante perché devo sentire la musica, capire la musica e trasformare tutto in movimento, cosa che prima non facevo»

Quando ha iniziato a recitare?

«Frequentavo una scuola di recitazione, ma ero proprio piccola. Poi a 9 anni ho incontrato il mio regista e abbiamo cominciato a fare delle prove teatrali. Lui quando mi ha visto ha detto: “Ho trovato finalmente Anna dei Miracoli” e ha costruito lo spettacolo intorno a me»

Ci racconta un momento brutto e un momento bello dello spettacolo?

«E’ andato tutto bene, però comunque ci sono state delle imprecisioni; in alcuni momenti mi veniva proprio da dire:”Oddio dovevo fare quello piuttosto che questo”. Per esempio mi è capitato in scena che mi si è incastrata una forchetta nei capelli, però poi sono andata avanti. E’ stato bello perché alla fine sono stata spontanea. Poi anche i graffi, ho varie ferite per tutto il corpo. Siccome Anna dei Miracoli è uno spettacolo dove c’è lotta fisica, con l’unghia mi sono ferita ed è uscito un po’ di sangue e mi è rimasta anche una cicatrice. Ma le cose più divertenti accadono dietro la scena: dovevo dare un calcio all’attore che interpreta mio padre, il Capitano, e allora ogni tanto mi preparavo, facevo una prova e prendevo in giro l’attore dicendogli che prima o poi glielo avrei dato per davvero un bel calcio, fino a rispedirlo a casa. Poi ancora, mi è successo che una bambola in scena mancava e me la sono dovuta andare a cercare io dietro le quinte, dappertutto. Poi mi sono ricordata che ero stata proprio io a spostarla»

Con chi va più d’accordo all’interno della compagnia?

 

Anna dei miracoli

«Sono tutti bravi e mi diverto con tutti. Ma io preferisco sempre Anna, ovvero Fiorella; lei mi fa sempre ridere, ci divertiamo. E’ bello perché siamo diventate amiche. La cosa speciale è che tutti venivano alle prove facendo enormi sacrifici. Io in questi 15 giorni ho fatto tutto: la scuola, la danza, i compiti per ripetere le materie, mi sono svegliata anche alle 5 del mattino. Per esempio il martedì provavo fino a mezzanotte, però queste cose vengono tutte ripagate con l’applauso finale»

Che cosa le piacerebbe fare da grande?

«Allora, sono sicura che voglio stare sul palco. Poi non so se nella danza come ballerina o sul palcoscenico come attrice. Questo non m’importa, ma l’importante è il palco. Lavorare a teatro mi da’ un’energia, come dire, non mi viene la parola, fortissima. Adrenalina pura. Ho voglia di dimostrare alla gente quello che so fare. Dono energia e anche il pubblico mi regala energia con l’applauso, con i complimenti. Così sono contenta di quello che ho fatto e tutti i sacrifici vengono ripagati»

Ha già progetti futuri?

«Non so se porteremo in altri teatri Anna dei Miracoli. Per adesso sono concentrata sul saggio di danza di fine anno al Politeama, che già conosco. Ma sono pronta a fare e a cimentarmi in qualche altro spettacolo futuro. Qualsiasi cosa, basta che mi fate stare sul palco».

 

spettacoli per le scuole

 

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